Pubblicato da claudio su 30 Marzo, 2007
Dale Carnegie è considerato da molti il papà della formazione essendo uno dei primi formatori (così come li intendiamo oggi) della storia.
Nato nel Missouri nel 1888 è stato professore di comunicazione alla YMCA e consulente di grandi leader mondiali. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 38 lingue e ne sono state vendute più di 50 milioni di copie.
Dale Carnagie fondò quella che oggi è una rete mondiale con oltre 2700 istruttori e uffici in oltre 90 nazioni nel mondo. (Quella italiana è diretta dal leggendario Sergio Borra, nome storico del settore)
Dal prezioso Dale Carnegie’s Golden Book sono tratte le linee guida del leader secondo Carnegie:
- Cominciate sempre con elogi e apprezzamenti sinceri
- Richiamate l’attenzione suglie errori altrui in modo indiretto
- Parlate dei vostri errori prima di sottolinere quelli degli altri
- Fate domande invece di impartire ordini diretti
- Fate in modo che gli altri salvino la faccia
- Elogiate il più piccolo progresso ed ogni singolo migliramento
- Date agli altri l’impressione che abbiano una reputazione da difendere
- Incoraggiate. Fate in modo che gli errori sembrino facili da correggere
- Fai in modo che l’altra persona sia felice di fare ciò che hai proposto
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Pubblicato da claudio su 30 Gennaio, 2007
Anche quest’anno sono riuscito a partecipare al Leadership Seminar e, ancora una volta, è stata un’esperienza straordinaria.
Iniziamo con un po’ di numeri: circa 270 partecipanti più una cinquantina di persone di staff (con un rapporto di quasi 1 a 5!) danno un’idea delle dimensioni dell’evento.
Il corso, tenuto da Roberto Re, è stato una full-immersion (quasi senza interruzioni
) da giovedì a domenica. Ancora mi stupisco dell’intensità delle giornate e dalla partecipazione dei corsisti, sempre attenti ed energici fino a tarda (tardissima) notte. Noi del coaching team abbiamo aggiunto un paio di giorni prima dell’evento e una serie di incontri (tra il ludico e il tecnico) durante tutto il seminario che hanno quasi azzerato le ore di sonno della scorsa settimana
ma si sa, quando ci si diverte non si sente la fatica! (almeno fino a quando non torni a casa)
Il Leadership Seminar è un processo che guida ogni partecipante a scoprire e conoscere nel dettaglio il proprio sistema di credenze, valori e regole (che sono alla base di ogni decisione che prendiamo e dei comportamenti conseguenti); definire la mission della propria vita e altre cosucce leggere, ma fondamentali.
Ci sono stati momenti veramente impegnativi, per non dire difficili: tendenzialmente siamo poco abituati a pensare così tanto e così a lungo, soprattutto su un tema delicato come noi stessi.
Il corso è strutturato appositamente per portare i partecipanti a ragionare, interrogarsi, capire un po’ meglio se stessi e le persone in generale.
Tuttavia lo stile robbinsiano dell’evento con musiche, luci, balletti e massaggi si conferma vincente e rende possibile ottenere, in soli 4 giorni, un risultato che pare incredibile a chi non ha mai provato un’esperienza simile.
Per quanto mi riguarda il Leadership rimane il corso che preferisco dei tre dell’Academy. Questo giro è stato particolarmente emozionante e, soprattutto, all’insegna del divertimento, almeno per noi dello staff
.
Non guastava, tra le altre cose, la partecipazione di un paio di bellissime presenze dal mondo dello spettacolo!
Ad aprile si replica (Richiedi maggiori informazioni)mentre a giugno è la volta del benessere psicofisico con Roy Martina.
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Pubblicato da claudio su 2 Gennaio, 2007
Rudolph Giuliani è stato sindaco di New York per otto anni. Puntando sulla pubblica sicurezza e sulla crescita economica ha portato nuova vitalità alla City. Durante gli attentati dell’ 11 settembre ha dato l’ennesima prova delle sue doti di leadership nella gestione della crisi.
Ecco quelli che sono, secondo lui, i sei principi di leadership fondamentali per aver successo:
1. Sviluppa credenze forti.
Un leader deve stabilire le proprie credenze principali e sfruttarle per raggiungere i propri obiettivi a medio/lungo termine e realizzare la propria vision. I leader che si focalizzano maggiormente sulla popolarità, piuttosto che sui principi, rischiano di trovarsi invischiati nelle sfide quotidiane e perdere di vista il disegno generale.
Giuliani cita l’esempio di Ronalnd Regan e Martin Luther King, Jr, due personaggi che hanno saputo semplificare questo principio.
Regan entrò in politica con due grandi idee: che il comunismo fosse un pericoloso nemico da battere e che il governo americano fosse troppo allargato e limitasse l’iniziativa personale. Regan ha sostenuto questi due concetti anche contro le opinioni contrarie, producendo cambiamenti concreti.
Martin Luther King, Jr sosteneva che la protesta non violenta avrebbe fatto crescere i diritti civili negli Stati Uniti. Ha coltivato questa filosofia attraverso lo studio e la preghiera producendo profondi cambiamenti sociali.
2. Sii ottimista!
“Quando riesci a visualizzare il tuo successo puoi individuare i passaggi per raggiungerlo”, “l’ottimismo è un magnete che motiva le persone a seguirti”.
Regan e King, ad esempio, hanno affrontato situazioni difficili e immaginato un futuro migliore. Winston Churchill ha fatto lo stesso quando ha coinvolto il suo pese nella guerra contro la Germania di Hitler. “Pensare alla perseveranza di Churchill durante la seconda guerra mondiale mi ha aiutato a superare l’11 settembre” dice Giuliani.
3. Sii coraggioso!
Molte persone sono convinte di non essere coraggiose perchè provano paura. “Ma per essere coraggioso devi avere paura”. “Il coraggio non è l’assenza della paura. Il coraggio è la gestione della paura”. La paura può essere una forte leva motivazionale.
4. Preparati meticolosamente.
Un leader deve impegnarsi ad anticipare ed individuare gli ostacoli e le opportunità pronte per lui. La città di New York, dice Giuliani, non si era mai preparata esattamente a quanto accaduto l’11 settembre. Ma era preparata ad affrontare incidenti aerei, incendi, crolli di palazzi e altri disastri. Al momento dell’attentato dell’11 settembre sono stati uniti tutti i pezzi.
“Qualcosa di inaspettato può sempre capitare, ma se sei preparato ad affrontare tutto il resto saprai anche come rispondere all’imprevisto”.
5. Lavora di squadra.
Leader solitari possono diventare leader isolati. E’ fondamentale quindi collaborare con un team fidato. “Focalizzati sulle tue debolezze e su come puoi compensarle con i punti di forza delle persone attorno a te”. Quando Giuliani diventò sindaco di New York la città era interessata da due problemi principali: criminalità e una economia debole.
Giuliani sapeva, personalmente, come fronteggiare la criminalità. Sapeva anche di aver bisogno di un grosso aiuto per correggere l’economia e risolse velocemente la cosa assumendo le persone migliori che riuscì a trovare.
6. Comunica.
Quando finalmente ha le idee giuste e le persone giuste è necessario che il leader comunichi i propri piani e i propri obbiettivi. Ronald Regan era un maestro in questo senso, fino ad essere noto come “Il grande comunicatore”. Secondo Giuliani “essere leader significa essere insegnanti e motivatori… devi trasferire le tue idee dalla tua mente e dal tuo cuore dentro alle menti ed ai cuori delle altre persone”.
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Pubblicato da claudio su 10 Settembre, 2006
In occasione del 5° anniverario dell’attacco terroristico dell’11 settembre Tony Robbins propone un video intitolato “Negotiating Conflict: Leadership in Times of Crisis“.
Il filmato, tratto da un seminario che Robbins stava tenendo proprio durante l’attacco terroristico, mostra un lavoro di “riconciliazione” tra un uomo d’affari ebreo (che lavorava nel Word Trade Center) e un uomo musulmano di origini pakistane.
Il messaggio è evidentemente molto più ampio della singola riconciliazione tra i due.
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